La scuola italiana festeggia 16 anni di legge sui DSA… rigorosamente violandola

Ieri, 8 ottobre 2026, 16 anni da una legge dello Stato arrivata dopo tanto sbattimento, e che viene costantemente e puntualmente violata.

Mettetevi comodi che la questione è lunga, ieri hanno dato il meglio di sé.

I fatti:

– Quarto superiore, liceo, la studentessa ha il computer sul banco, il docente di diritto nuovo, DIRITTO, entra, la vede e le chiede perché. Lei risponde che è dislessica, e che utilizza il computer per fare tutte le attività scolastiche. Lui la guarda perplesso e le dice che non è possibile. La studentessa risponde che c’è una legge e già questo è gravissimo, il docente risponde testuali parole “io di questa legge non ne so assolutamente nulla!!”.

Docente di diritto, anno domini 2026, l’8 ottobre 2026 ricorrono 16 anni dalla emanazione della legge sulla dislessia. Bene così.

– Secondo superiore, Istituto tecnico, il ragazzo ha il computer aperto sul banco con il programma di matematica aperto, ancora non aveva iniziato e quindi c’era la schermata bianca, con la barra del programma in alto. Il docente di sostegno si affianca, e senza chiedere, ben sapendo di essere un ignorante patentato, contesta allo studente di fare cose non lecite. l genio alza la testa, si rivolge alla docente di classe, e le dice che “lo studente fa uso improprio del computer quindi bisogna mettere una nota”. Nota messa. Sarebbe bastato chiedere allo studente, una banale spiegazione di quanto avesse visto. Ma è troppo complicato per le zappe. N.B. questo docente di sostegno è schifato da tutti i ragazzi, è in guerra con tutta la classe, minaccia continuamente che li riempirà talmente tanto di notte da non farli andare in gita. A un mese dalla scuola sono a quota sei note. Gli psicopatici devono stare rinchiusi, non nelle scuole.

– Quinta elementare, la bambina scrive con il computer, la docente ha stabilito che la bambina non è capace, perché si sa noi nasciamo tutti “imparati”. Attività di copiato alla lavagna, anche i fessi sanno che il dsa è esonerato, la docente non fornisce il file digitale (come dovrebbe) alla bambina in modo che possa seguire sul computer prendendo magari piccole annotazioni. La bambina non sparendo cosa altro fare e dopo aver detto alla maestra cento volte che ha necessità del file digitale (non foto ma pdf!!!!!)  inizia a copiare, perché stare lì parcheggiata sotto gli occhi dei compagni non ha molto senso. La docente si avvicina, per l’ennesima volta da settimane, e le dice (un adulto educatore ad una bambina di 10 anni) che “il pdp prevede che lei non debba copiare, quindi non deve assolutamente scrivere”. Le sottrae il computer, se lo porta alla cattedra, parcheggia la bambina nel banco senza fare nulla, e inizia a scrivere lei con il computer. La cosa succede tutti i giorni, ormai da qualche giorno. Quando dici che l’imbecillità galoppa. Il pdp prevede anche che venga consegnato il file digitale, ma di questo la maestrina se ne fotte.

– Quinta elementare, la bambina scrive col computer, la docente fornisce a tutti i bambini il foglio cartaceo del lavoro da svolgere. La bambina chiede perché non ha il file digitale, e la maestra con una certa serenità afferma “non ho avuto proprio tempo di farlo, guarda dal foglio del tuo compagno di banco.” La bambina, con una dislessia severa, ha dovuto sporgere la testa sul foglio del compagno, che si teneva il foglio ben stretto per svolgere il lavoro, ha dovuto leggere con gli occhi, non capendo quasi nulla, ha dovuto trascrivere alcune delle cose, insieme alle risposte, sul computer. I DSA hanno bisogno di fare un lavoro minore e meno faticoso, e questi geni fanno in modo che i bambini facciano il doppio del lavoro, inutile, penalizzandoli in maniera grave. Ma dare il cartaceo anche alla bambina, evitando che si svolgesse? Ciliegina sulla torta, la maestrina ci dice che domani porterà il file digitale, così la bambina potrà lavorare il foglio, la bambina le ha risposto che il lavoro lo ha già fatto e non ha intenzione di farlo due volte. Pensare che siano normodotati risulta veramente complicato.

– seconda media, la bambina dislessica viene interrogata, risponde alla professoressa che lei fa le interrogazioni programmate. La docente, manifestandoci tutte le sue conoscenze e soprattutto tutte le sue altissime capacità cognitive, risponde “io devo essere sicura che tu studi ogni volta, quindi ti interrogo ma non ti metto il voto, ma devo essere sicura che tu stai studiando”. La legge è molto chiara, anche quando descrive il perché i bambini abbiano necessità di fare le interrogazioni programmate. In 16 anni questa tizia non ha avuto modo di leggere due righe. La interroga a sorpresa e non le mette il voto, ma bellina lei, deve solo fare una prova. Perché giustamente le prove si fanno sulla pelle dei bambini.

Terza media, la bambina dislessica ha il computer sul banco con alcuni degli strumenti pronti all’uso. Il genio del docente le specifica che “tu devi registrare la lezione solo quando io detto dal libro, in altri casi non devi registrare perché si può sentire la voce degli altri bambini”. Il dettato dal libro ce l’ho disponibile perché ho il libro digitale e il lettore vocale, genio del male!! La legge dice che se sono in classe sento quello che gli altri bambini stanno dicendo, ne sono già a conoscenza, quindi posso tranquillamente registrare. Quello che non posso fare è divulgare la registrazione. Un’educatore che non ha la minima idea di quello che dica una legge, la legge sulla privacy, che esiste da decenni.

IERI ERA 08.10.26 E ABBIAMO FESTEGGIATO I 16 ANNI DELLA LEGGE. QUESTO È COME I DOCENTI CI HANNO FATTO FESTEGGIARE IERI. UN GRAZIE IMMENSO A TUTTE QUESTE ZAPPE.

N.B. sono sei scuole, sei scuole di tutta Italia, dall’estremo Nord Italia, passando per il centro e scendendo al sud.

Perché se c’è una cosa che in Italia funziona tutta allo stesso modo, cioè da schifo e senza discriminare nessuno, è la scuola.

E chest è!!