Ma perdonatemi, ma davvero siete tutti così stupiti e basiti nello scoprire che la tizia accoltellata fosse una fascistona, razzista, bulla e seminatrice di odio?
Ma da quale pero siete caduti? Ma in che mondo vivete, esattamente?
Va bene, io ho dovuto sentirmi dire che le cose che racconto della scuola me le invento. IO RACCONTO, NON INVENTO.
Ma davvero, poverino, nessuno si era mai accorto di cosa succede dentro le scuole italiane? Di quanti docenti si comportino da razzisti, prepotenti, aggressivi, presuntuosi e, spesso, crudeli?
Ve ne accorgete soltanto adesso, perché questa tizia è stata accoltellata, dice di voler abbracciare il suo aggressore e rispedire a casa chi l’ha salvata?
Ma voi dove vivete? Sulla Luna?
Come fate a non vedere le porcherie che vengono fuori dalle scuole italiane? Dove guardate ogni giorno, se non proprio nelle istituzioni che dovrebbero educare, proteggere e garantire il rispetto delle persone?
E qualcuno di voi, passando per caso su questa mia pagina tra il 27 marzo e il 15 aprile 2026, e anche successivamente, visto che è tutto ancora lì, si è mai fermato a guardare cosa può fare questa gente quando si muove in massa, come un branco, come squadristi, contro una sola persona, senza porsi il minimo scrupolo?
Avete visto cosa è successo? Avete letto? Avete capito?
E poi vi stupite se questa tizia ha Almirante come foto profilo, se scrive che la società multietnica fa schifo e inneggia alla remigrazione?
Ma vi stupite davvero? Ma fate sul serio?
A me lasciate molto più perplessa voi, che oggi fate finta di cadere dal pero, di chi, attraverso le proprie dichiarazioni e i propri comportamenti pubblici, mostra idee e atteggiamenti che meriterebbero ben altra attenzione.
Perché il problema non è soltanto questa persona. Il problema è un sistema che troppo spesso tollera, accetta, spesso rinforza, copre e minimizza comportamenti inaccettabili.
La violenza nelle scuole non è una fantasia. È una realtà che tante famiglie e tanti studenti, ma anche tanti docenti, vivono sulla propria pelle.
Venerdì mattina, una ragazza di 18 anni è stata prelevata dalla classe e condotta in ufficio dalla preside. È stata letteralmente sequestrata in una stanza con la porta chiusa a chiave, alla presenza della preside e della vicepreside, e le sarebbe stato impedito anche di parlare, con minacce di sospensione e bocciatura. Ha subito vessazioni e minacce.
Le sono state rivolte parole pesantissime sulla sua famiglia, sulla sua persona e sulle sue capacità, fino a suggerirle che non fosse in grado di studiare in quella scuola e che dovesse andare alle scuole serali.
E non è finita qui.
Sono state riferite anche affermazioni sulla logopedista, comprese presunte denunce che, per quanto mi riguarda, non risultano fondate. La stupidità e l’idiozia di queste zappe ha smesso di stupire.
E voi ancora vi stupite quando vedete certi atteggiamenti di violenza, di razzismo, di odio e di disprezzo?
Ma davvero pensate che tutto questo spunti dal nulla?
Io trovo molto più grave il vostro stupore tardivo, il vostro far finta di non sapere, il vostro guardare dall’altra parte, che il fatto che qualcuno mostri pubblicamente le proprie idee senza preoccuparsi delle conseguenze.
Sono oltre 15 anni che denuncio tutto questo, e qui su questo sociale ci sono le prove di ciò che dico.
Perché quando si parla di scuola, non si può continuare a far finta di niente.
Non si può parlare di educazione mentre si umiliano gli studenti.
Non si può parlare di rispetto mentre si intimidiscono le famiglie.
Non si può parlare di legalità mentre si dimenticano i propri doveri istituzionali in barba ad ogni senso logico e rispetto.
E permettetemi di ricordare anche le quattro merdine che hanno cercato di mettermi alla gogna mediatica, o almeno ci hanno provato.
Quando si sono trovate in difficoltà, hanno tirato fuori il fatto di essere pubblici ufficiali. Una condizione che, a quanto pare, qualcuno ricorda soltanto quando gli fa comodo, quando deve difendersi o cercare di mettersi al riparo. Per il resto, l’oblio.
Peccato che un ruolo istituzionale non sia una corazza da indossare a piacimento. Comporta responsabilità, doveri e rispetto delle persone. Che questa gentaglia non conosce affatto.
La scuola italiana ha problemi enormi. E non si risolvono mettendo la testa sotto la sabbia.
La pagina social di questa tizia è soltanto una piccolissima rappresentazione di un problema molto più grande: l’intolleranza, la prepotenza, la violenza verbale e l’abuso di potere di questa categoria che, quando vengono normalizzati, diventano una vera emergenza.
Quindi, per favore, stupitevi meno e agite di più!
Non fate i babbasoni a bocca aperta, fingendo di scoprire oggi quello che tanti vivono e subiscono da anni.
Guardate. Informatevi. Fate domande. Pretendete responsabilità.
Perché se continuiamo a stare zitti, a minimizzare e a far finta di non vedere, questa società non cambierà mai.
L’Italia è in una situazione gravissima e la scuola, troppo spesso, ne riflette tutto lo schifo e tutte le contraddizioni.
Se non si ferma tutto questo, non sarà più possibile tornare indietro.
E ora basta con lo stupore di facciata.
Basta fare finta di nulla.
Aprite gli occhi. E cominciate a fare qualcosa.
Tutto chiaro??
E chest è!!!