Dislessia non riconosciuta: una diagnosi arrivata con anni di ritardo

N.B. ho aggiunto alcune foto, per dimostrare il delirio di questa tizia, di questa zappa patentata.

Le zappe, le grandi zappe della scuola italiana.

Quando questo immenso grande genio scriveva questo quaderno, la legge esisteva da 12 anni, le linee guida pure, i corsi di formazione nelle scuole idem.

Questo grande genio dice alla bambina di fare attenzione alla M e alla N perché le confonde, ma quando la mamma segnalava la difficoltà e le sostituzioni, questo grande genio diceva alla mamma di non avere troppe pretese.

Non avere troppe pretese, sta capra!!!!

Perché si sa, è molto più facile pensare che un bambino sia cretino e che la mamma abbia troppe pretese come al solito, che pensare che ci possa essere una caratteristica.

E menomale che dicono di avere competenze, menomale che dicono di avere conoscenze, menomale che dicono di sapere, menomale che affermano di essere formate.

Immaginiamoci se non lo fossero. Capre.

Definire questa persona una grande zappa, è un complimento, non merita tanto.

Questa ragazzina è dovuta arrivare in primo superiore per avere una diagnosi di dislessia, ben quattro anni dopo.

E la sua media è dell’otto, perché adesso sa come deve studiare. Quindi la mamma faceva bene ad avere pretese, perché la bambina aveva ed ha tutte le capacità.

A differenza di quelle quattro zappe, imbecilli, delle sue docenti.

La MERDAVIGLIOSA scuola italiana.

ZAPPE!!!!

E chest è!!!

N.B. E scrivi più grande, e scrivi più piccolo, e sio più ordinata, e ci sono troppi errori grammaticali, è tutto molto confuso, fai attenzione, e devi leggere con attenzione per capire, e devi leggere più volte per capire….

Tutte queste parole inutili per il cranio vuoto, e non le è mai venuto alcun dubbio in merito alle caratteristiche di questa bambina. Perché lo sappiamo bene, loro sono onniscienti, onnipotenti, tutto sanno e tutto possono. ZAPPE.

N.B.2 l’uso spropositato della penna rossa ci racconta chi è questa zappa, e quanto di merda funzioni il suo cervello.

Ci dice di lei, non della bambina.

VERGOGNA.

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